giovedì, 21 dicembre 2006



QUANDO SEI NATO NON PUOI PIU' NASCONDERTI

La meglio gioventù era un volo aereo; e, del paesaggio che si gode dall’aereo, aveva la medesima (dis)attenzione per il dettaglio: dal finestrino, infatti, si individua solo ciò che già si conosce. In Quando sei nato non puoi più nasconderti, invece, Giordana si immerge nei corpi vivi del reale, e mette un bambino su una barca di emigranti, in un centro di accoglienza e infine in uno degli accampamenti urbani in cui trovano rifugio i clandestini delle nostre città.

Nonostante tutto il risultato non cambia. Quest’ultimo film di Giordana, infatti, non riesce mai a librarsi e a sganciarsi dal testo.

Così come ne La meglio gioventù, anche in Quando sei nato Giordana racconta il disagio dell’inevitabile ingiustizia, racconta di piccoli uomini alle prese con enormi e concreti dilemmi. Ma, evidentemente travolto egli stesso dalle aporie della vita, fatica a sganciare le sue ambizioni realistiche da una piatta e necessariamente superficiale cronaca dei fatti, non riesce mai a traslare dalla fattività delle azioni al tormento dell’animo.

Giordana non è un affabulatore, non ha il talento di coloro che sanno accompagnare lo spettatore nel precipizio di una storia, ché, a quel punto, poco cambia se la vicenda sia nota o imprevista.

Giordana non ne è capace, e quindi opta per un malinteso piglio realista. Si affida alla familiarità delle situazioni dei rapporti, all’informalità della recitazione, e ai video amatoriali delle vacanze. Il realismo perseguito da Giordana si limita invero a far sì che lo spettatore si possa agevolmente riconoscere nei personaggi.

In altri termini, per quanto sia meno smaccatamente narcisistico de La meglio gioventù perché salvato dalla credibile innocenza del bambino protagonista (Matteo Gadola), Quando sei nato riflette del mondo ciò che il mondo vuole vedere riflesso di sé, o quantomeno ciò che di sé è disposto ad accettare. E, che un regista insegua il pubblico invece di condurlo, è cosa evidentemente inaccettabile. Quando sei nato rimane, di conseguenza, un film che gratifica e coccola a vuoto lo spettatore e, nonostante l’intenzionale rifiuto di fornire risposte facili, gli dona uguamente le tanto agognate false certezze.

postato da: grnfrc alle ore 10:16 | Permalink | commenti
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