giovedì, 21 dicembre 2006



Zhang l’illusionista

L’inganno. Come l’inganno filosofico, quel che si dice è quello che è falso. Quello che rimane fuori è il vero. Mei inganna Jin facendogli credere di essere cieca e seducendolo per farlo prigioniero. Jin inganna Mei facendole credere che la salva perché la ama. Ma tra le pieghe della mistificazione, l’unica verità è che si amano. Dire una cosa vera fingendo che sia falsa per fingere che sia vera. Se è vero che il segno racchiude in sé sempre l’equivoco, allora quest’amore due volte negato, è più vero che mai.

E necessariamente, allora, anche la visione dev’essere negata, per poi essere cento volte acuita e quindi collassare su sé stessa. Come l’amore tra Mei e Jin, che, quando viene svelato, rieccheggia e fa vibrare l’aria come mille pugnali volanti e infine, nudo e scoperto, deflagra e i suoi pezzi scendono sottoforma di fiocchi di neve.

Banale dire che questo è esattamente l’inganno del cinema, sempre strabico rispetto al suo dire. Non è banale, però, il fatto che anche Zhang Yimou ci abbia ingannato una seconda volta, al pari di Mei e Jin. Che hanno messo in atto una finta messinscena, infine, perché i gesti erano chiari e univoci e tornavano su se stessi al di là delle millantate intenzioni.

E allora il punto sta proprio qui. Come la Setta dei Pugnali Volanti usava la bellezza di Mei per illudere/eludere lo sguardo del nemico, così Zhang Yimou ci annuncia un film di guerra e sangue e invece ci travolge con un film d’amore che però non si afferma come tale fino alla fine. Ma non è un raggiro, quello predisposto da Yimou. È piuttosto una prova dello sguardo, ché come dice Zatoichi, “anche con gli occhi aperti non riesco a vedere niente”. Yimou dunque più che ingannare, toglie dalla vista il suo film, lo sposta dal fuoco dell’inquadratura, lo fa sparire per poi inaspettatamente farlo ricomparire. Il cinema di Zhang Yimou torna a essere gioco di illusionisti a la Méliès: il film è nascosto, ma è lì sotto i nostri occhi.
postato da: grnfrc alle ore 09:50 | Permalink | commenti
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