sabato, 02 dicembre 2006



Per certi versi Dopo Mezzanotte è un film inutile perchè il miglior omaggio che si possa fare al cinema è, banalmente, fare un bel film. D'altro canto sappiamo che Davide Ferrario ha avuto notevoli problemi con i suoi (numerosi) progetti precedenti. E allora viene da pensare che Dopo Mezzanotte sia un film sulla voglia che Ferrario aveva di fare un film. Si è visto chiudere tutte le porte e alla fine che cosa gli è rimasto? Fare un film su quanto sarebbe bello fare un film. Su quanto è bello il cinema, che magnifico oggetto di desiderio sia, quanto è bello guardarlo e, nel museo, anche toccarlo e giocarci.

Dopo mezzanotte Ferrario sogna di poter fare cinema, insomma.

Da questo punto di vista, dunque, è da segnalare e apprezzare innanzitutto l’urgenza di fare cinema che Ferrario ha dimostrato. E fortunatamente il film ha incassato a sufficienza per poter fare un altro film godendo di più agio, perché è vero che Ferrario è uno strenuo appassionato di Orson Welles su cui ha anche scritto un libro (Dissolvenza al nero, Frassinelli) da cui ha poi tratto un documentario, Confidential report. A proposito di Orson Welles, ed è vero anche che Welles era uno che dalle ristrettezze economiche tirava fuori il meglio della sua creatività (o così raccontano quelli che anni dopo si sono sentiti in colpa, chi lo sa), ma è evidente che un po’ più di agio economico nel fare un film sia cosa sempre auspicabile.

Ferrario, dunque, ci racconta questa sua tensione struggente verso il cinema e la fa raccontare a tutti, ché Silvio Orlando la racconta a noi e Martino il notturno la racconta ad Amanda rubandola infine al giorno ovvero al fidanzato Angelo. E inevitabilmente il film diventa un film sul sogno, sulla notte libera dai vincoli, in cui la realtà può essere eventualmente un impedimento da slapstick e niente di più drammatico. Ma di notte il cinema è ancora in pellicola e non in digitale. La rassegnazione di Ferrario emerge evidente in questo esplicito adattamento al mezzo digitale e implica una partecipazione emotiva fin troppo spontanea e non sufficientemente filtrata da parte del regista che, alla resa dei conti, non è riuscito a sublimare nel film tutto il suo rimpianto. 

postato da: grnfrc alle ore 13:22 | Permalink | commenti
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